Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO V


Editoriale      

   La nostra giovane rivista ECCLESIA ORANS inizia il suo quinto anno di vita. L’anno trascorso è stato caratterizzato dalla celebrazione dei 25 anni di fondazione del Pontificio Istituto Liturgico e dalle feste del centenario dell’Ateneo S. Anselmo. A questi avvenimenti la rivista ha dedicato alcuni articoli che speriamo abbiano interessato i nostri lettori.
   L’articolo del prof. Anscar J. Chupungco, The Liturgical Pontifical Institute: A Benedictine Service to the Church, ha delineato la storia della fondazione del Pontificio Istituto Liturgico, mettendo bene in rilievo gli obiettivi e gli intenti finali che si erano proposti i fondatori. Questo non è indifferente per la rivista ECCLESIA ORANS e con ragione quindi meritava di essere pubblicato. Tutto ciò che riguarda la scienza liturgica: testi, storia, bibbia, patristica, teologia, pastorale, non viene escluso dalla pubblicazione: purché gli articoli si presentino con un taglio scientifico e ben articolato ed almeno in parte offrano aspetti nuovi.
   L’articolo di Mons. Marini, L’influsso del Pontificio Istituto Liturgico nella vita della Chiesa, ha evidenziato l’impatto nel mondo ecclesiale e accademico della linea scelta dal Pontificio Istituto Liturgico con le sue ricerche e con il suo insegnamento. Sempre lo stesso fascicolo, d’altra parte, presenta due articoli degli altri presidi del nostro Istituto: B. Neunheuser, LiturgieWissenschaft: Exakte Geschichtsforschung oder (und) Theologie der Liturgie?, e I. Scicolone, L’utilizzazione delle fonti nella riforma liturgica del Vaticano II, che indicano, dopo tutto, gli scopi e i metodi della ricerca e dell’insegnamento del Pontificio Istituto Liturgico.
   Il secondo fascicolo è una buona dimostrazione dell’apertura all’attualità della rivista che non esclude nessun campo di analisi qualora serva alla liturgia e si presenti come ricerca inedita. Sono in questa linea gli studi del prof. C. Renoux, Čašoč et Tōnakan arméniens. Dépendance et complémentarité, e l’altro di B. Baroffio-S. Marovic, Il sacramentario-rituale di Spalato e la tradizione eucologica latina.
   Quello del prof. E. Salmann, Mönchtum und Philosophie. Eine kleine Theorie des Symbols, è un contributo alla teologia della liturgia e del simbolismo.
   Un originale studio sul modo di concepire l’arte nel culto è quello di M. Parabiaghi, Pitture ed apparato di culto nelle opere del Venerabile Beda.
   Il terzo fascicolo con lo studio del prof. G. Lafont, Permanence et transformations des intuitions de Dom Casel, già presentato al simposio del Pontificio Istituto Liturgico in occasione del centenario della nascita di Dom Casel, ripropone il tema della teologia liturgica nella linea generale della teologia del Casel, che, se può essere considerata permanente, richiede e produce continui approfondimenti.
   L’articolo del prof. A.M. Triacca, Esorcismo: un sacramentale discusso, ha toccato un argomento di grande attualità. Ed è stato trattato con profondità e scientificità, dando così un saggio di come la rivista intenda trattare temi di attualità. Lo studio del prof. T.A. Krosnicki, Postcommunions for Martyrs, Monks and Bishops, si inserisce nella linea dello studio dei testi.
   Il vitale connubio tra bibbia e liturgia è stato egregiamente rappresentato dall’articolo di A. Gangemi, La struttura liturgica dei capitoli 4 e 5 dell’Apocalisse di S. Giovanni.
   L’anno che sta per iniziare vuole iscriversi nella stessa linea seguita dai numeri precedenti di ECCLESIA ORANS. Si prevede un programma molto ricco nella sua diversità. Non è il momento di elencare tutti gli articoli che saranno pubblicati, però possiamo offrire una panoramica.
   La problematica del Kyrie della messa e quella della preghiera universale non è ancora del tutto chiarita: il prof. Chavasse ne tratta di nuovo. È un antico problema ma sempre attuale.
   Ai nostri giorni si è reintrodotta nella Chiesa latina la prassi dell’istituzione dei diaconi (permanenti). Rimane interessante lo studio della loro ordinazione: il prof. Gros ne studia per noi le più antiche formule romane.
   Il diaconato delle donne è un argomento affrontato in numerosi studi: il prof. Carr ci darà l’edizione di un manoscritto del XIII secolo, il quale riporta il testo in lingua siriaca dell’imposizione delle mani ad una diaconessa del VII secolo.
   I termini Benedicere e Benedictio sono complessi: il prof. Gerhards ne studia il significato nella teologia e nella liturgia negli scritti di sant’Agostino.
   Il prof. Janeras ci presenta un antico «ordo» agiopolita di Quaresima conservato da preghiere italo-greche dell’ambone.
   Il problema dell’adattamento si presenta più che mai urgente e con esso la necessità di alcune precisazioni terminologiche per evitare confusioni: il prof. Chupungco precisa Il significato della «inculturazione» liturgica.
   Leggere correttamente un’opera d’arte per la liturgia non è semplice: il prof. Valenziano ci darà un articolo con esempi concreti a proposito di ermeneutica delle arti per la liturgia.
   La patristica è intimamente collegata all’approccio liturgico: il P. Desprez studia per noi il battesimo nell’opera dello Pseudo-Macario.
   Su Odo Casel, verrà pubblicato uno studio di E. von Severus presentato al simposio organizzato l’anno scorso dal Pontificio Istituto Liturgico per celebrare questo antesignano della teologia liturgica.
   Il prof. Roberts studierà un testo di Exultet del XII secolo in Sicilia.
 Non possiamo tralasciare la liturgia celebrata dai nostri fratelli della Riforma: il prof. Baumgartner ci fa ritornare alle origini della celebrazione pasquale nelle Chiese riformate della Svizzera.
   Da quanto progettato si può constatare che la rivista ECCLESIA ORANS non si chiude negli ambiti della liturgia in senso stretto, ma, in linea con i suoi intenti, si interessa a tutto ciò che in qualche modo tocca la scienza liturgica, sempre però con il taglio proprio, ormai ben conosciuto, di ECCLESIA ORANS.

ADRIEN NOCENT, osb
Direttore