Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XI


Editoriale      

    Sono passati 10 anni da quando il 2 febbraio 1984, venne fondata la rivista Ecclesia orans. Un solenne atto accademico, ha voluto sottolineare questa ricorrenza: Abbiamo voluto riprodurre la pergamena dell'atto di fondazione con le firme del gruppo dei fondatori. Un particolare ricordo va al padre Daniel Gelsi, uno dei firmatari, nel frattempo deceduto.
    Il primo fascicolo della rivista esprime con ricchezza le intuizioni dei fondatori conformandosi così con il metodo d'insegnamento della facoltà di liturgia, che ha come punto di partenza lo studio dei testi e del contesto storico; sia che si tratti della scrittura, della patristica, dei rituali. Queste sono le basi della sua teologia. In questi primi dieci anni si è fatto di tutto per rispettare la linea programmatica, malgrado le tentazioni di intraprendere una strada più facile che avrebbe potuto aumentare il numero degli abbonati.
    Dopo dieci anni, i pregi e i difetti si prestano agevolmente all'analisi. In alcuni punti la rivista deve ancora registrare un miglioramento o prendere una posizione più caratteristica. Tenendoci soltanto all'ambito delle recensioni, s'impone a loro riguardo una questione; Un parere competente in materia di liturgia, ci ha consigliato di favorire unicamente le recensioni d'opere che trattano scientificamente il settore liturgico. ·In realtà già alcune riviste si fanno carico di segnalare sistematicamente ciò che viene pubblicato in tutte le lingue. Sarebbe del tutto inutile impegnarsi in questa via. Tuttavia bisogna ammettere che la rivista manca di una linea di continuità nella scelta delle recensioni. Si ha l'impressione che voglia recensire ciò che benevoli e volenterosi collaboratori recensiscono per essa. Sarà compito del consiglio di redazione prendere una decisione e adottare una linea precisa che distingua la rivista nella sua maniera di impostare il servizio che crede di poter rendere con le recensioni che propone. La redazione è ben lieta di conoscere le reazioni dei lettori a questo proposito.
    A titolo di esemplificazione, sembra interessante tracciare un bilancio dell'attività della rivista in questi primi dieci anni. Senza dubbio ciascuno è in grado di farlo da solo, ma crediamo bene di dispensare il lettore da questo lavoro.
    Partiamo dall'esterno per arrivare al contenuto.
    In questi primi dieci anni sono usciti 28 fascicoli, per un totale di 3388 pagine. Non contando le pagine degli editoriali, delle cronache e delle recensioni, sono 3026 le pagine degli articoli, che ammontano a 125. Ad un centinaio d'autori sono stati chiesti articoli e 77 di essi hanno effettivamente scritto. Tra questi, 21 hanno scritto una volta sola; altri 8, 6, 5, 4, 3 volte. Le recensioni, che abitualmente sono approfondite e abbastanza lunghe, sono 83.
    È difficile schedare i differenti contenuti degli articoli. In effetti, riguardano spesso due o tre, o perfino quattro discipline: bibbia, storia, patristica, teologia. Li si potrebbe classificare prendendo per base la parte dominante, anche quando questa non può essere individuata che approssimativamente. Si potrebbero contare circa 55 articoli a predominante carattere storico, o rituale, o di critica testuale; mentre una sessantina sarebbero centrati prevalentemente su aspetti biblici e teologici. Una decina di articoli trattano di canto o di arte.
    Si può dunque dire che la rivista; pur pubblicando articoli con contenuti diversificati, segua una linea costante.
    È stato tutto perfetto? Certamente no. Si possono apportare ancora miglioramenti nella presentazione, nella correzione dei refusi e errori ortografici, in cui è facile incorrere data la varietà delle lingue usate. È da augurarsi anche una maggior puntualità per rispettare la scadenza di pubblicazione, ma soprattutto, e lo abbiamo già accennato, è necessaria una maggior puntualizzazione nelle recensioni e nei criteri di scelta delle medesime. Ma tutto sommato, e modestamente, la rivista può essere fiera dei suoi primi dieci anni.
    Il successo della rivista non sarebbe stato possibile senza la disponibilità di numerosi autori, senza gli sforzi costanti e scrupolosi del suo segretario, senza l'ingrato lavoro che esigono i diversi tipi di indici annuali e senza la fedeltà dei cronisti. Ricordiamo con piacere, anche, l'eccellente presentazione tipografica, che per la sua parte contribuisce al prestigio della rivista.
    Per assicurare l'avvenire della rivista è stato nominato un assistente del direttore, nella persona del prof. Cassian Folsom monaco dell'abbazia di St. Meinrad (USA), laureato presso il Pontificio Istituto Liturgico dove attualmente è professore. È gradito compito presentarlo ai nostri lettori, che, senza dubbio, gli riserveranno una buona accoglienza.
    La rivista riceve con piacere qualsiasi suggerimento dai suoi lettori, ai quali assicura gratitudine.
    Con rinnovato ottimismo iniziamo questo nuovo anno.

ADRIEN NOCENT, osb
Direttore