Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XV


Editoriale      

    La celebre descrizione di Sant'Anselmo riguardo la teologia come fides quaerens intellectum, può essere usata per analogia anche nella descrizione dello studio della liturgia. Dal momento che il Pontificio Istituto Liturgico è parte dell'ateneo Sant'Anselmo, è opportuno fare riferimento al pensiero del nostro santo patrono per riflettere sul significato della scienza liturgica. Propongo la seguente definizione: fides in liturgia celebrata quaerens intellectum. Inteso in questo modo, lo studio scientifico della liturgia esige una pietà liturgica; e la pietà liturgica, a sua volta, esige una cultura liturgica.

Scienza liturgica

    Lo scopo della scienza liturgica è di arrivare alla comprensione (intellectum) di quel che noi celebriamo. Per questo si devono integrare armoniosamente molte e diverse discipline: storia, filosofia, teologia, lingue, scienze umane e tutte le arti. Sant'Anselmo si onora di offrire un programma che dà una marcata sottolineatura allo studio delle fonti: e questo richiede un’efficiente conoscenza del latino accompagnata da una conoscenza, almeno, di base del greco. Non mi stanco mai di spiegare agli studenti che lo scopo del radicarsi profondamente nella tradizione è quello di ricavare abbondante frutto per i bisogni di oggi. Il fatto stesso che il nostro metodo (ad fontes!) richieda giustificazioni, indica in un’età della immediatezza come la nostra, che i pressanti bisogni del presente possono impedirci di valorizzare il passato. Da questa cecità segue un corollario: non possiamo guardare verso il futuro con chiarezza di visione. Così torno a ripetere il mio ritornello: per capire la liturgia è necessario un serio apprendistato della tradizione.
    La pubblicazione dei cinque volumi del manuale Scientia liturgica nell'anno accademico 1997-98 è segno della vitalità della scienza liturgica nell'ateneo Sant'Anselmo. La facoltà del Pontificio Istituto Liturgico, insieme ad altri esperti di liturgia di statura internazionale, sotto la competente direzione del prof. Anscar Chupungco, ha realizzato un eccellente sussidio per lo studio della liturgia. La nostra rivista Ecclesia orans è un’altra espressione della elevata qualità della scienza liturgica che noi cerchiamo di proporre. Siamo riconoscenti con chi pubblica il risultato dei suoi studi in Ecclesia orans e con tutti i nostri lettori che si sono impegnati con noi nel comune compito di servire la chiesa nel campo degli studi liturgici.

Pietà liturgica

    Fides in liturgia celebrata quaerens intellectum. Se la scienza liturgica portasse ad estraniarsi (quod absit omnino!) dalla celebrazione liturgica, perderebbe la sua ragione di essere. Lo studente di liturgia deve essere anche un leitourgos immerso nella celebrazione quotidiana, settimanale, annuale dei divini misteri, così che le sacre realtà celebrate con fedeltà e devozione diventino una seconda natura, interiorizzata come naturale e viva. Nutrito dall’eucarestia, dalla liturgia delle ore, dal ciclo annuale delle festività e digiuni, dall’intercalare di sacramenti e sacramentali, lo studente di liturgia vive immerso in quei misteri che cerca di capire. Per dirlo in un altro modo la celebrazione della liturgia è theologia prima, mentre lo studio intellettuale delle varie materie liturgiche, è fondato come theologia secunda.
    È importante mettere in rilievo che la liturgia è fides celebrata. Questa fìdes non è soltanto la fede personale del singolo individuo credente (credo) ma anche la fede della chiesa intera (credimus) nella quale ogni cristiano è battezzato. La fede ci viene data come un dono, del tutto immeritato, viene dal di fuori di noi stessi; e diviene propria, interiorizzandola. Lo stesso vale per la celebrazione della liturgia. La liturgia ci è data dalla chiesa come opera di Dio; è un’azione divina, un dono oggettivo, che si incarna nella chiesa; è anche da secoli e millenni patrimonio dei fedeli. La liturgia celeste ci è stata mostrata, il velo è stato sollevato; la nostra celebrazione terrestre è una partecipazione alla liturgia della Gerusalemme celeste.
    Anche se i nostri studenti talora hanno difficoltà con le esigenze della ricerca scientifica, hanno generalmente un profondo amore per la celebrazione della liturgia e una sentita pietà liturgica.

Cultura liturgica

    Il terzo elemento che desidero esaminare è la cultura liturgica. Con questo termine intendo l’intero complesso di usanze, pratiche, tradizioni, gesti simbolici, modi di fare le cose -sia in chiesa, in casa o in pubblica piazza - che contribuiscono alla formazione di un coerente atteggiamento che ha come centro e fuoco la liturgia. In quelle parti del mondo dove la secolarizzazione ha il predominio, la cultura liturgica è praticamente vanificata, lasciando piuttosto soltanto vaghe traccie di interesse per addetti a musei e specialisti di folklore. Come monaco, sono felice di dire che una viva cultura liturgica si può trovare nell’ambito monastico, quantunque il secolarismo abbia fatto, anche lì, le sue incursioni. Ho conosciuto anche parrocchie e altre comunità che si nutrono di ardente cultura liturgica. Ma sono piuttosto un’eccezione che la regola.
    Come formatore, devo dire che questa mancanza di cultura liturgica è forse il più serio ostacolo per la ricerca scientifica che oggi noi dobbiamo affrontare. In verità, il problema è più profondo. Non c’è stato soltanto il collasso della cultura cattolica in tante parti del mondo, ma anche un generale calo della cultura umana in sé. Da quando la tecnologia ha assunto un ruolo predominante, la cultura umanistica e le arti sono state sempre più messe in disparte. Come risultato, molti studenti - anche se non per loro colpa -vengono da noi con una formazione intellettuale e culturale insufficienti.
    I tre elementi che ho ricordato - scienza liturgica, pietà liturgica e cultura liturgica -sono intrecciati e interdipendenti. La debolezza in un campo produce debolezza negli altri. La robustezza in una area rinvigorisce tutto il resto. Il Pontificio Istituto Liturgico si dedica alla formazione liturgica intesa nel senso più ampio. Ci sforziamo di celebrare i sacri misteri con amore e riverenza. Cerchiamo con impegno di comprendere ciò che celebriamo per mezzo di una solida e disciplinata ricerca. Speriamo, in questo modo, di rispondere ad un urgente bisogno della chiesa di oggi, contribuendo alla formazione di una cultura liturgica.

CASSIAN FOLSOM, osb
Direttore