Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XVII


Editoriale      

    Sono passati 41 anni da quando il 25 gennaio 1959, il papa Giovanni XXIII annunciò per la prima volta l’intenzione di indire un concilio. Il primo frutto del Vaticano II è stata la Costituzione sulla Sacra Liturgia, promulgata solennemente il 4 dicembre 1963. Poco tempo dopo, il 25 gennaio 1964, il «Motu proprio» del papa Paolo VI Sacram liturgiam costituiva una speciale commissione per la revisione dei riti liturgici e la preparazione di nuovi libri liturgici per il rito romano in ottemperanza a quanto prescritto dai padri conciliari nella Sacrosanctum concilium.
 Questa procedura richiama la modalità di preparazione dei libri liturgici post-tridentini ad opera di speciali commissioni sotto la guida di diversi papi rispettando i principi e le direttive espresse dai padri conciliari nelle varie sessioni del concilio di Trento. In entrambi i casi l’effettiva riforma dei riti e libri è stata lasciata nelle mani del papa, e in quelle di prelati e di esperti chiamati specificatamente a questo incarico dal papa.
    Se questa procedura è stata ritenuta apprezzabile e valida ed encomiabile dopo il concilio di Trento, la coerenza e la logica vorrebbero che sia ugualmente ritenuta valida anche per altri momenti storici. Tuttavia errare humanum est, e gli sforzi del rinnovamento liturgico non sono stati perfetti come pure molti cambiamenti e tentativi di miglioramento stanno a dimostrare, sotto il succedersi di papi da Pio V ai giorni nostri. Nel vasto arco della sua storia, la liturgia non è stata mai completamente statica, nonostante le pretese di alcuni di considerarla tale.
    Perciò Ecclesia orans ha incluso coerentemente studi tanto sulla continuità quanto sui cambiamenti nello sviluppo della liturgia e sulla sorprendente varietà delle tradizioni liturgiche occidentali e orientali. Allo stessso tempo, la celebrazione e il significato dei riti attuali forniscono un importante fuoco d’interesse per la rivista e i suoi lettori.
    La redazione di Ecclesia orans è lieta di iniziare questo nuovo anno con studi che trattano il rito della iniziazione cristiana degli adulti e la sua interpretazione; i cosidetti salmi imprecatori e la loro tradizionale relazione con la preghiera quotidiana della chiesa occidentale; e la riforma dell’Ordo missae dopo il Concilio Vaticano Secondo.
    Nei fascicoli successivi verrà studiato, tra l’altro, il processo della formazione del canone romano, la fractio panis nel rito italo-bizantino, la seconda parte dello studio sull’Ordo missae, e la tradizione liturgica dei sette salmi penitenziali. Ci auguriamo che questa varietà di articoli sulla situazione presente e sullo sviluppo storico-critico della liturgia, possa essere veramente di interesse per i nostri lettori.
    L’anno scorso la redazione aveva espresso l’auspicio di vedere aumentato il numero delle recensioni, e questo è stato fatto. Un altro progetto è stato portato parzialmente a termine: come appendice di questo editoriale, pubblichiamo una pagina di norme bibliografiche da usarsi nella stesura delle note per gli articoli inviati alla nostra attenzione. È un compromesso che non segue esattamente la metodologia di una area geografica o lingua, ma dovrebbe dare una certa coerenza alle note nelle nostre pubblicazioni. È anche lo stile che viene insegnato ai nuovi studenti del Pontificio Istituto Liturgico nel seminario di metodologia. Una lista-modello delle abbreviazioni, da affiancare alle norme di stile, seguirà tra non molto tempo.
    Qualunque suggerimento e contributo da parte dei nostri abbonati e altri liturgisti saranno ben accettati. È stato fatto uno sforzo per ottenere un equilibrio tra gli articoli scritti da professori della facoltà del Pontificio Istituto Liturgico, da nostri ex-alunni e altri ricercatori.
    È nostra speranza che la varietà di studi risponda alle necessità e agli interessi dei nostri lettori

EPHREM CARR, osb
Direttore