Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XXVI


Editoriale     

Disciplina de sacra Liturgia in seminariis et studiorum domibus religiosis inter disciplinas necessarias et potiores, in facultatibus autem theologicis inter disciplinas principales est habenda, et sub aspectu cum theologico et historico, tum spirituali, pastorali et iuridico tradenda.

    Così raccomandava, al n. 16, la Costituzione liturgica Sacrosanctum concilium, primizia del Concilio Vaticano II e presagio di un’era nuova per la liturgia, in quanto restituiva dignità e profondità al Mistero di Cristo celebrato per ritus et preces ed elevava la liturgia a scienza liturgica e, dunque, a disciplina teologica principale inter disciplinas principales. Da ora in poi la “teologia insegnata” nelle cattedre universitarie non potrà più fare a meno della “fede celebrata” nel e dal popolo di Dio; questo non solo a livello sacramentale, ma anche nella più profonda riflessione scientifica. La liturgia assurge dunque a polo catalizzatore di tutte le discipline teologiche, in quanto non solo insegnata «sia sotto l’aspetto teologico che sotto l’aspetto storico, spirituale, pastorale e giuridico», abbracciando perciò le varie “membra” dell’unico “corpo” della riflessione teologica, ma anche perché le altre discipline sono invitate “a dire qualcosa” sulla liturgia allo stesso modo in cui quest’ultima potrà illuminare le stesse sull’unico e unificante oggetto della ricerca teologica: il Mistero di Cristo morto e risorto.
    Curent insuper aliarum disciplinarum magistri, imprimis theologiae dogmaticae, sacrae Scripturae, theologiae spiritualis et pastoralis ita, ex intrinsecis exigentiis proprii uniuscuiusque obiecti, mysterium Christi et historiam salutis excolere, ut exinde earum connexio cum Liturgia et unitas sacerdotalis institutionis aperte clarescant.
    Volendo fare propria questa ponderosa quanto affascinante eredità, il Pontificio Istituto Liturgico ha sposato la ricerca scientifica, specie nello studio delle fonti e della evoluzione storica e liturgica dei riti, proponendo così una base solida quanto necessaria per la conseguente riflessione teologica.
    Anche la nostra rivista Ecclesia orans, dal 1984, anno della sua fondazione, ha accolto con grande favore tale sfida, prestando le sue forze editoriali e la sua “voce” a tutti coloro che, nell’amore alla liturgia e allo studio scientifico hanno voluto, vorranno e tutt’ora manifestano il desiderio di contribuire al continuo sviluppo della scienza liturgica. Spesso infatti la nostra rivista, oltre che assurgere da custode e organo ufficiale del pensiero e della riflessione scientifica del Pontificio Istituto Liturgico, diventa un “crocevia” di scambi, riflessioni profonde, apporti scientifici di indiscutibile valore dove il teologo dogmatico entra in dialogo con il liturgista; il liturgista con l’ecclesiologo; l’ecclesiologo con lo storico; lo storico con il pastoralista, profondamente convinti che “la” via per affrontare il discorso teologico sia l’interdisciplinarietà, non quale “concessione” alla scienza, ma come “modo” di fare scienza. Il presente numero di Ecclesia orans che ci accingiamo a pubblicare manifesta, in maniera evidente, questo ruolo della scienza liturgica quale “luogo” di incontro delle diverse discipline teologiche e delle diverse menti pensanti, a servizio della Chiesa.

PIETRO ANGELO MURONI
Direttore