Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XXVII


Editoriale     

    Presentiamo ai nostri lettori i primi due fascicoli del volume 27 (2010). Il ritardo è dovuto ai problemi che hanno accompagnato il nuovo metodo di preparazione del testo (“pronto per la stampa”), il passaggio ad una nuova casa editrice della Germania (EOS Verlag St.Ottilien) e i problemi di salute del direttore della rivista. Ci scusiamo e speriamo di proporre, secondo le tappe stabilite, il nostro prossimo programma editoriale.
    Gli articoli di questo fascicolo doppio, hanno come tematiche argomenti che vanno dal IV secolo (Egeria) fino ad oggi.
    L’articolo del Prof. Midili pubblica le riflessioni di Dom Adrien Nocent, redatte nel gennaio del 1961, circa la proposta di un eventuale Istituto di Liturgia a Sant’Anselmo. Il testo originale è accompagnato da un commento utile per precisare ulteriormente il contesto e l’ambito delle Réflexions.
    L’attuale direttore prende in esame il documento sulla liturgia del Vaticano II e alcune irrealizzate speranze e raccomandazioni. Troppo spesso l’obiettivo primario pastorale della Costituzione e le riforme successive sono stati disattesi per questioni ideologiche e pregiudizi. L’urgente necessità di educazione e formazione liturgica non sempre è stata portata a compimento.
    La prof. Militello discute la presenza e l’azione di Cristo nella liturgia alla luce del primo capitolo della Sacrosanctum concilium e di altri documenti del concilio vaticano II, sottolineando il fatto che la celebrazione è un atto di tutto il corpo di Cristo - capo e membra.
    L’articolo di M.S. Gros sull’organizzazione delle ore principali ad Arles nel VI secolo, al tempo dei vescovi Cesario e Aureliano, illustra sul piano storico il discusso ufficio cattedrale rispetto a quello monastico. È ufficio cattedrale, monastico o entrambi?
    La terminologia (in particolare typus) di Egeria per descrivere la liturgia di Gerusalemme del IV secolo per la settimana santa mostra chiaramente che non è una pura imitazione storica (mimesis), ma una vera anamnesis liturgica (celebrazione-memoriale). Secondo le ricerche del prof. Morozowich la prassi in uso a Gerusalemme come presentata dalla pellegrina Egeria esprime una realtà liturgica autentica e non storicismo come si è ritenuto a volte.
    Con lo studio del prof. Mazza il lettore viene portato nel XII secolo e nel battistero di Parma, di cui cui l’autore illustra e spiega parte della decorazione, su base liturgica e dei commenti liturgici di Siccardo di Cremona e Onorio di Autun. Si può parlare di arte al servizio della liturgia.
    Il prof. Parenti analizza la molteplicità e diversità dei riti liturgici, all’interno di una stessa tradizione liturgica – quella bizantina. Nell’interpretare un testo liturgico, è necessario distinguere, per quanto possibile, il periodo delle sue origini e l’uso così come il luogo di origine. Cronologia e geografia sono essenziali per una corretta comprensione e valutazione di materiali liturgici.
    Il presente è il contesto degli altri tre articoli.
    Il P. Rettore Flores Arcas prende spunto da una riflessione di H.U. von Balthasar e dalla sua comprensione di “Gloria” per proporre un’ estetica teologica della bellezza in vista di un nuovo approccio e l’apprezzamento dell’ars celebrandi.
    Ricardo Reyes, la cui apprezzabile tesi di dottorato nel PIL è in corso di stampa, fornisce una presentazione equilibrata della teologia liturgica di Joseph Ratzinger (Benedetto XVI). Il volume Teologia della liturgia ha generato una consistente discussione da diversi punti di vista. Reyes fornisce al lettore una griglia di lettura per cogliere le intenzioni e le motivazioni che hanno spinto il pensiero liturgico del cardinale Ratzinger.
    Infine, il prof. Cescon ci apre una porta per vedere il celebrante come soggetto dal punto di vista antropologico e filosofico del postmoderno e del deuteromoderno.
    Siamo convinti che questo fascicolo possa essere utile e stimolante per i nostri lettori.

EPHREM CARR, osb
Direttore