Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XXX


Editoriale     

    Il 4 dicembre 2013 la Sacrosanctum concilium compirà 50 anni dalla sua nascita. Anche la nostra rivista non è voluta mancare ai festeggiamenti di questo importante "genetliaco" e si è voluta "rivestire" a festa con un nuovo "abito", evidentemente già dalla nuova cover. Ma ciò che cambia non è semplicemente l'"involucro" esterno, ma anche gli "operai dell'ultima ora" che arrivano a sostituire quelli della "prima ora" che per anni hanno saputo far crescere con sapienza e grande dedizione questa "piccola bambina" (come la definirà il P. Adrien Nocent dopo la sua nomina a primo direttore della rivista) sino a farla diventare "adulta" e permettere che proprio nell'aprile del 2014 possa compiere i suoi 30 anni di vita.
    Come nuovo direttore scientifico di Ecclesia orans, mi piace ricordare in questo particolare momento storico, e per la liturgia nel giubileo della Costituzione liturgica e per la rivista stessa nel suo 30 genetliaco, i principi di fondo che hanno dato vita a Ecclesia orans mettendola a servizio della scientia liturgica sulla scia della riforma scaturita dal Concilio Vaticano II. Principi che possono riassumersi sotto un comune denominatore: "formazione". Sia l'articolo 15 che 16 della Sacrosanctum concilium, infatti, parlano proprio di formazione sia degli insegnanti che dei futuri presbiteri alla liturgia che inter disciplinas necessarias et potiores, in facultatibus autem theologicis inter disciplinas principales est habenda. Potremmo definire allora la liturgia come quella disciplina che riassume in sé tutte le altre materie. Continua, infatti, il n. 16: et sub aspectu cum theologico et historico, tum spirituali, pastorali et iuridico tradenda. Curent insuper aliarum disciplinarum magistri, imprimis theologiae dogmaticae, sacrae Scripturae, theologiae spiritualis et pastoralis ita, ex intrinsecis exigentiis proprii uniuscuiusque obiecti, mysterium Christi et historiam salutis excolere, ut exinde earum connexio cum Liturgia et unitas sacerdotalis institutionis aperte clarescant. Consci, infatti che, "la sacra liturgia non esaurisce tutta l'azione della Chiesa" (SC 9), essa ne diventa il culmine e la fonte, in quanto fides in actu: il Mistero che le altre discipline studiano e approfondiscono in senso speculativo, la liturgia, oltre che approfondirlo con l'ausilio della ratio, lo attualizza nella celebrazione rendendolo evento di salvezza. Ecco allora il riferimento, quanto mai puntuale alla "formazione" intesa non semplicemente o unicamente quale sforzo mentale o speculativo per poter comprendere intellettualmente quanto trasmesso dalla Tradizione e dalla fede della Chiesa, ma come il lasciarsi "forgiare", il "prendere forma" dal Mistero celebrato. L'uomo, perciò, non diventa un contenitore in cui depositare i dati della scienza teologica e liturgica, ma l'oggetto da coinvolgere, da plasmare proprio anche attraverso la conoscenza e il celebrare coscientemente, attivamente ed, ergo, fruttuosamente.
    A ciò ha voluto contribuire in questi 30 anni la nostra rivista che, accogliendo nelle sue pagine i diversi contributi a carattere prettamente scientifico provenienti dalla ricerca di diversi autori, si è prestata ad essere mediatrice del sapere teologico sul quale fondare poi un agire rituale più cosciente e sapiente. Tra gli obiettivi della riforma del Vaticano II, e del Movimento liturgico prima, c'era infatti la volontà di fornire i mezzi adeguati per una indagine scientifica sulla celebrazione liturgica che potesse portare ad una consapevolezza più alta del dato celebrato. Per tale motivo, nel corso del XIX-XX sec., hanno visto la luce diverse raccolte e pubblicazioni di fonti, innanzitutto patristiche e liturgiche che, nel corso degli anni sono diventate strumento indispensabile per costruire una scienza liturgica per uno sviluppo di una teologia liturgica. Ciò viene ribadito anche dal n. 23 della stessa Costituzione liturgica: Ut sana traditio retineatur et tamen via legitimae progressioni aperiatur, de singulis Liturgiae partibus recognoscendis accurata investigatio theologica, historica, pastoralis semper praecedat. La scelta di una rivista a carattere prettamente scientifico è dettata da questo principio: offrire un luogo di ricerca, confronto, riflessione per una seria base teologica sulla quale fondare la celebrazione. In questo modo Ecclesia orans diventa la voce autorevole, la eco del Pontificio Istituto Liturgico che in più di 50 anni di storia ha portato avanti la sua ricerca basandosi su quanto la Tradizione della Chiesa, nelle sue voci più autorevoli, ci ha trasmesso. E a questo proposito si inserisce il contributo più importante di questo primo numero del 2013, ossia la lettera indirizzata al sottoscritto, in qualità di direttore scientifico della rivista, da parte del Papa emerito Benedetto XVI. Il giorno 14 ottobre ebbi modo di inviare sia al Santo Padre Francesco che al Papa emerito Benedetto XVI il numero speciale di Ecclesia orans 2012 che raccoglie gli Atti del IX Congresso Internazionale di Liturgia del Pontificio Istituto Liturgico di Sant'Anselmo in Urbe, dal titolo Il Pontificio Istituto Liturgico: tra memoria e profezia, celebratosi a Roma dal 4 al 6 maggio 2011. Per prima è giunta la risposta di Papa Francesco, attraverso la Segreteria di Stato; in un secondo momento, la sorpresa della risposta con la firma autografa di Papa Benedetto XVI il quale, confermando il suo profondo interesse al tema della liturgia, rivolge i suoi auguri al Pontificio Istituto Liturgico e alla rivista. Lettera che abbiamo scelto di pubblicare proprio nelle prime pagine di questo numero.
    La riconoscenza per le risposte, sia di Papa Francesco che di Benedetto XVI, ci danno l'occasione di sottolineare la profonda vocazione della rivista che, prima di essere ancilla liturgiae, vuole essere ancilla Ecclesiae o, meglio, ancilla Ecclesiae in quanto ancilla liturgiae. Per continuare tale servizio, rimane preziosa la collaborazione di tutti coloro che, impegnati in campo scientifico negli studi liturgici, vorranno proporre all'attenzione del nuovo comitato di redazione il frutto delle loro ricerche per la pubblicazione. Per questo è utile consultare il sito della rivista, inaugurato recentemente, www.ecclesiaorans.com, ancora in fase di allestimento ma che già offre diverse informazioni e strumenti per conoscere la rivista stessa.
    Dando inizio, perciò, con nuovo slancio a questa "nuova primavera" della rivista, ringrazio innanzitutto tutti gli abbonati che, specie in questi ultimi anni, hanno dimostrato la pazienza dell'agricoltore nell'attendere la "nascita" dei numeri nelle varie "stagioni"; pazienza che denota comunque una simpatia e un affectus nei confronti della rivista, a motivo della sua serietà scientifica e della sua unicità in campo accademico. Ciò lo dimostra anche l'aumento degli abbonamenti in questi ultimi mesi. E se qualche ritardo c'è stato, ciò è a motivo dello zelo e della precisione metodologica con la quale i diversi numeri sono stati elaborati per poter offrire uno strumento serio e affidabile. Infine un ringraziamento va a tutti coloro che già lavorano e a coloro che lavoreranno a servizio di Ecclesia orans, con la certezza che questo prezioso servizio alla Chiesa e al mondo accademico porterà nuovi e più abbondanti frutti nell'aprire la mente e i cuori ai tesori del Mistero di Cristo, celebrato nei riti cristiani e dischiuso nelle pagine sapienti e illuminate anche della nostra rivista.

PIETRO ANGELO MURONI
Direttore