Ecclesia orans

    Periodica de Scientiis Liturgicis




ANNO XXXII


Editoriale     

   Al n. 24 dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, il Santo Padre Francesco si esprime con queste parole: «La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi».
   Con queste parole il Papa richiama lo straordinario potere della lex orandi che, proprio nel suo “farsi”, nel suo porsi in atto, da parte della Chiesa, diventa manifestazione alta della lex credendi, del Mistero che la stessa liturgia celebra per ritus et preces. È certamente una sottolineatura importante, quella del Pontefice, che respinge definitivamente il ritualismo e il cerimonialismo, a favore piuttosto della riscoperta della profonda ricchezza del celebrare cristiano che trova le sue radici nel Mistero pasquale di Cristo, di cui il rito non è altro che sua manifestazione orante. E il ruolo della scienza liturgica, e quindi anche di quegli organi che, come il presente, si mettono al suo servizio, è quello di far emergere il più possibile questa bellezza della liturgia attraverso il ricorso alle genuine fonti, alle sorgenti dalle quali tale bellezza scaturisce e sgorga. Per viam pulchritudinis diventa perciò il mandato della Chiesa che, mettendo in opera la funzione sacerdotale di Cristo nella liturgia, diventa strumento di salvezza per il mondo intero. Potremmo dire, perciò, che la Chiesa evangelizza con la liturgia o, anzi, che il celebrare diventa il culmine della evangelizzazione. E questo è reso chiaro dal n. 6 della Sacrosanctum concilium nel quale leggiamo:
«Pertanto, come il Cristo fu inviato dal Padre, così anch’egli ha inviato gli apostoli, ripieni di Spirito Santo. Essi, predicando il Vangelo a tutti gli uomini, non dovevano limitarsi ad annunciare che il Figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte e ci ha trasferiti nel regno del Padre, bensì dovevano anche attuare l’opera di salvezza che annunziavano, mediante il sacrificio e i sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica». L’opera di salvezza, perciò, si attua mettendo in profondo rapporto la Parola, e dunque l’evangelizzazione, con ciò che rende efficace ed attua la Parola stessa, ossia la liturgia, di cui l’eucaristia è culmen: «[La Chiesa] non ha mai cessato di celebrare il mistero pasquale, riunendosi insieme per leggere “in tutte le Scritture ciò che a lui si riferiva” (Lc 24, 27), e attualizzare, con il memoriale del Signore e i sacramenti, l’opera della salvezza. È infatti “necessaria la predicazione della parola per lo stesso ministero dei sacramenti, trattandosi di sacramenti della fede, la quale nasce e si alimenta con la parola”. Nutrita spiritualmente all’una e all’altra mensa, la Chiesa da una parte si arricchisce nella dottrina e dall’altra si rafforza nella santità. Nella parola di Dio si annunzia la divina alleanza, mentre nell’Eucaristia si ripropone l’alleanza stessa, nuova ed eterna. Lì la storia della salvezza viene rievocata nel suono delle parole, qui la stessa storia viene ripresentata nei segni sacramentali della liturgia. Si deve quindi sempre tener presente che la parola di Dio, dalla Chiesa letta e annunziata nella liturgia, porta in qualche modo, come al suo stesso fine, al sacrificio dell’alleanza e al convito della grazia, cioè all’Eucaristia» (Ordo lectionum missae, 10).
   Ma l’Opus Dei non rimane racchiuso nel rito, ma cerca la propria veridicità nella vita: la lex vivendi! «L’evangelizzazione gioiosa – dice ancora Papa Francesco nell’Evangelii gaudium – si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene».
   La liturgia perciò, oltre ad essere celebrazione dell’attività evangelizzatrice e attuazione efficace della stessa, ha la responsabilità di infondere nel popolo di Dio un rinnovato impulso a progredire nel bene e ad imitare nella vita l’amore profondo di cui il sacrificio di Cristo è sacramentum et exemplum.

PIETRO ANGELO MURONI
Direttore